Come si usa una mala: 108 ripetizioni di mantra

come si usa una mala

108 mantra

Il numero 108 è considerato sacro in molte tradizioni, ma vediamo cosa rappresenta:
1 = bindu (unità): è il punto dal quale inizia la creazione e si sviluppa la molteplicità;
0 = sunyata (vuoto): quello stato da raggiungere se ci si vuole liberare dal Samsara (ciclo perenne di nascita-vita-morte-rinascita);
8 = ananta (senza fine): è l’infinito.

Il numero 108 rappresenta poi un multiplo del sacro numero 9, che corrisponde ad esempio al numero dei mesi di una gestazione umana e al numero dei pianeti nell’astrologia vedica. Il 9, emblema della femminilità, è a sua volta multiplo di un altro numero sacro, il 3, simbolo della trinità.

Pensando al numero 108 non si può non pensare alla ripetizione dei mantra con una Japa Mala.  Una Japa Mala è uno strumento sacro per la pratica yogica e ha lo scopo di focalizzare la nostra concentrazione e la nostra consapevolezza durante la pratica meditativa, rendendo la spiritualità qualcosa di pragmatico.

E’ una “collana” composta solitamente da 108 grani, di legno di piante sacre come il Sandalo oppure di semi sacri di Rudraksha o in pietre. Indossandola e maneggiandola andiamo quindi a beneficiare anche delle proprietà dei materiali con cui è costruita, oltre che della vibrazione del mantra che stiamo recitando. Una mala è un po’ come un rosario e ci aiuta a tenere il conteggio delle ripetizioni del mantra con cui stiamo lavorando.

Come si usa una mala?

Una mala si usa per meditare attraverso i mantra, frasi o parole in sanscrito che permettono alla nostra mente di accedere al proprio silenzio interiore.

Per tale scopo si utilizzano i Japa Mantra, provenienti dalla tradizione vedica e tantrica, come ad esempio:

OM SHRIM LAKSHMI NAMAHA – dedicato a Lakshmi

OM DUM DURGAYE NAMAHA – dedicato a Durga

OM GAN GANAPATAYE NAMAHA – dedicato a Ganesha

OM NAMAH SHIVAYA – dedicato a Shiva

OM KALI KAYE NAMAHA – dedicato a Kali

OM AIM SARASWATAYE NAMAHA – dedicato a Saraswati

Scegli un mantra che lavori con l’energia che vuoi attirare e, tenendo il primo grano (quello accanto al guru o nappa centrale) tra i polpastrelli del dito pollice e del dito medio della mano, massaggia gentilmente e con rispetto ogni grano per ogni ripetizione di un japa mantra.
Il pollice rappresenta il proprio vero Sé, mentre il medio rappresenta Saturno, il pianeta della meditazione e della profonda consapevolezza.
Muovendosi lentamente lungo la mala, la mente inizia a radicarsi e a calmarsi. Arrivata al guru/nappa, se vuoi, ruota la mala di 180° e continua nella direzione opposta fino a tornare al punto di partenza.
Secondo la tradizione yogica, affinché un mantra entri in profondità e attragga la qualità che stai invocando, deve essere recitato 11.000 o 21.000 volte.

Al termine della recitazione o della giornata, riponi la tua mala in un luogo speciale, insieme ad altri strumenti per te sacri. Puoi infatti scegliere di lasciarla riposare sul tuo altare o insieme ad altre mala o, ancora, scegliendo un luogo da adibire a tale scopo, circondata magari da minerali ed elementi naturali.

Ricorda, una mala non è un gioiello o un accessorio e nella sua scelta entra in gioco l’intenzione. Diventa quindi importante rispondere alla domanda “Cosa voglio attrarre utilizzando questa mala?”
Indossarla nella quotidianità serve a ricordarci la nostra intenzione e a creare uno spazio di spiritualità.

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Intanto prova questa meditazione con japa mala