Cosa NON fare con la fibromialgia: 5 cose da evitare

cosa NON fare con la fibromialgia: 5 cose da evitare

Quando si parla di patologie, tanto più se croniche, è importante sapere cosa fare per poter stare meglio. Tuttavia è importantissimo, forse anche più del cosa fare, sapere cosa NON fare. L’incipit del giuramento di Ippocrate, il giuramento simbolico che ogni medico pronuncia al momento del conferimento della laurea, recita: “primum non nocere”, ovvero “innanzitutto non fare del male”. Questo significa che il primo compito di un medico è (o dovrebbe essere quello) di non arrecare danno, anche qualora non potesse fare niente per migliorare la salute del proprio assistito. Dal momento che ognuno di noi è il primo medico di se stesso, perché mai non dovremmo applicare lo stesso principio?

Ecco, di seguito troverai ben 5 cose da evitare se hai la fibromialgia, frutto della mia esperienza di fibromialgica da oltre 25 anni e della mia Laurea in Infermieristica. Attenzione però: l’ultima delle 5 è sicuramente la più importante!

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COSA NON FARE CON LA FIBROMIALGIA

piangersi addosso

1. PIANGERSI ADDOSSO: quante volte hai usato termini come “maledetta”, “odiosa”, “schifosa” o simili, riferendoti alla fibromialgia? Quante volte ti sei sentita oppressa, malata, vittima di un male che non desideravi? Quante volte hai odiato la tua condizione, per la quale ti sentivi limitata e diversa? Molte, vero? Ti comprendo, è stato così anche per me per molti anni. Prova allora a chiudere un momento gli occhi e fare 3 bei respiri profondi. Adesso dai una forma a tua scelta alla tua fibromialgia. Scommetto che la stai visualizzando come qualcosa di scuro o nero, di forma angosciante ed opprimente. Ho ragione? Bene, trasformala adesso in qualcosa di bell’aspetto e di colore vivace, tipo una farfalla, un nuvoletta o qualsiasi altra cosa. Prova a vederla come un dono e non più una maledizione. Pensa a tutte le opportunità che ti ha fornito e di cui magari non ti sei accorta. Ad esempio, a me ha permesso di entrare in contatto con me stessa, di riconoscere le mie necessità, di ascoltare la mia anima, di prendermi cura del mio corpo e di aiutare altre donne fibromialgiche. Piangersi addosso con frasi e pensieri del tipo “capitano tutte a me”, “possibile debba sempre stare male?”, “ecco che spunta un nuovo sintomo”, “non posso fare niente perché sono malata” fa emergere il nostro lato vittima, che in realtà cerca solo attenzione e protezione. Guardiamo allora la nostra vulnerabilità con gli occhi amorevoli del genitore di noi stesse. Prendiamoci cura della nostra fibromialgia in maniera compassionevole e consapevole. Ogni evento non capita A te, ma PER te. Puoi decidere di cambiare la narrazione della tua storia e sai qual è il momento migliore per farlo? Ora! Non dopo, non domani, non “quando starò meglio”. ORA!

evitare le attività che ci piacciono

2. EVITARE LE ATTIVITA’ CHE CI PIACCIONO: quante volte hai rinunciato a qualcosa che ti sarebbe piaciuto fare a causa della fibromialgia? Quante volte i tuoi amici ti chiedevano di unirti in un trekking in montagna o ad una serata in discoteca, ma tu hai rinunciato per paura poi di sentirti male per giorni? Quante volte, proprio a causa di queste rinunce, ti sei poi sentita uno schifo per ore o giorni perché avresti tanto voluto fare quelle attività? E giù di sensi di colpa e rabbia, verso la fibromialgia e verso te stessa. E’ capitato spesso, vero? Ecco, una cosa che ho imparato sulla mia pelle è che non si dovrebbero mai evitare le attività che ci piacciono e ci fanno stare bene emotivamente e mentalmente. Un conto è scegliere consapevolmente di non partecipare a qualcosa perché sentiamo che quella attività non va bene per noi. In questo caso non avremo poi crisi emotive e rimpianti. Altra storia è invece se vorremmo proprio fare quell’attività, ma rinunciamo solo per paura e senso di inadeguatezza. In questo caso, il mio invito è quello di trovare le modalità giuste per poter comunque svolgere quella attività senza comprometterci fisicamente. Amici e famiglia comprenderanno, se davvero tengono a noi. Ad esempio, quando si tratta di dover fare trekking in montagna, scelgo sempre sentieri di media-corta durata e senza salite eccessivamente ripide. Così posso godere di quella attività senza trovarmi poi devastata al ritorno o dovermi fermare dal dolore. In più, al rientro, svolgo sempre una breve sequenza di posizioni e respirazioni atte a defaticare ulteriormente il mio corpo.

trattenere la rabbia

3. TRATTENERE LA RABBIA: quante volte ti sei arrabbiata con te stessa, con gli altri, con la fibromialgia e col mondo intero perché stavi male, ti sentivi limitata ed incompresa? Quante volte avresti spaccato tutto pur di strapparti di dosso questo male? Quante volte avresti urlato tutto il tuo dolore e la tua rabbia per vedere i tuoi coetanei fare cose che a te sembrano precluse? Di nuovo, spesso, vero? La rabbia è un’emozione subdola, ma indispensabile. Si annida nel profondo, si insinua tra le pieghe della tua anima, può restare nascosta per anni e poi uscire tutta insieme con la violenza di un uragano e coinvolgere, magari, chi non c’entra niente. Eppure, la sua funzione è quella di farci notare che qualcosa non va, che qualcosa non è allineato con noi. Se messa a tacere, crescerà in silenzio per poi fare solo danni, fuori e dentro (soprattutto) di noi. Se invece la ascoltiamo e le permettiamo di parlare, ci fornirà informazioni utili su di noi e potremo trasformarla in qualcosa di creativo. Ad esempio, quando mi trovo invasa dalla rabbia, per poterla ascoltare meglio solitamente mi rifugio nella natura, al mare prevalentemente. Cullata dai suoni che mi circondano posso dipanare la nebbia interiore e calmarmi. Oppure talvolta mi metto ad impastare la pizza, in modo da scaricarla attraverso le mani. Oppure ballo su musiche tribali e frenetiche, per resettare tutto il mio corpo. Oppure disegno, dipingo, insomma, uso le mani in modo da ascoltarmi ancora meglio.

identificarsi con la malattia

4. IDENTIFICARSI CON LA MALATTIA: si, la fibromialgia è una malattia. Eppure tu non sei la malattia. Tu sei molto di più: sei un corpo, una mente, un’anima. Sei qualcosa di estremamente diverso dalla malattia, che tuttavia ti appartiene. Identificarti con la fibromialgia (questo ovviamente vale per qualsiasi altra patologia cronica o acuta che sia) ti fa solo sentire malata. Ciò genera un vortice di energia e pensieri di scarsità e negatività che non ti farà assolutamente sentire meglio. Non dico che tu debba sempre pensare a rose e fiori. Certo, ci sono momenti in cui stai male, hai dolore, non dormi, sei confusa. Eppure questi sono solo sintomi, non sei tu. Ascolta piuttosto i tuoi sintomi perché ti stanno portando un messaggio prezioso. A volte sarà semplice comprenderlo ed altre no, e va bene così. Smetti però di identificarti con ogni sintomo: tu HAI il mal di testa, NON SEI il mal di testa.

cercare la soluzione fuori di te

5. CERCARE LA SOLUZIONE FUORI DI TE: quante volte hai pensato “se vado dal dott. Tizio mi farà guarire”, “se prendo il farmaco Caio starò bene”? Quante volte ti sei auto-depotenziata, rimettendo il tuo benessere nelle mani di altri? Quante volte hai atteso che la bacchetta magica venisse a salvarti ed a ridarti la tua “vita di prima”? Ti svelerò un segreto: la vita di prima non tornerà più e l’unica a poter creare una nuova vita che possa farti stare bene sei solo tu! Nessun farmaco, nessuna terapia, nessun dottore hanno il potere di farti stare bene se tu, in primis, non lavori sul tuo benessere. E questo è un lavoro quotidiano ed a tempo indeterminato. Pensare che puoi avere una vita sregolata, che non rispetta le necessità del tuo corpo fisico, mentale, energetico e spirituale solo perché “tanto prendo XYZ farmaco” non ti porterà alla vita desiderata. Al contrario tutte le terapie, tutti i farmaci e tutti i medici possono esserti d’aiuto se tu ti prendi davvero cura di te stessa e ti ascolti con consapevolezza.  Può arrivare anche il momento in cui i farmaci possono essere usati solo al bisogno o per brevi periodi, come nel mio caso. Grazie a tanto lavoro di ascolto ed accettazione, pratiche di yoga specifiche e meditazione himalayana sono riuscita ad avere un ottimo controllo della fibromialgia e a prevenire e gestire i vari sintomi acuti.

Se desideri imparare anche tu come puoi prenderti cura al meglio della tua fibromialgia senza rinunciare ad una vita che ti soddisfi veramente e che ti crei gioia anziché sofferenza, ti aspetto qui, qui e qui.