Fibromialgia e neuroplasticità: il problema è tutto nella mente

fibromialgia e neuroplasticità

Il problema della fibromialgia è tutto nella mente! Questo non significa che è una malattia immaginaria o che chi ne soffre è pazzo (entrambe affermazioni valide in ambito medico fino a non molto tempo fa).  Il problema è tutto nella mente perché è proprio la nostra mente a creare la nostra realtà.

Vedo di spiegarmi meglio, ma nel frattempo ti anticipo che se desideri lavorare sulla tua mente e crearti una salute migliore, puoi regalarti il percorso “Forgia il tuo benessere”.

Namaste, mi chiamo Senia e sono infermiera, insegnante di yoga e meditazione himalayana, fondatrice di FibroYoga® (stile specifico per fibromialgia), Wellness Coach. Sono fibromialgica da oltre 25 anni e ho potuto ritrovare il benessere grazie a yoga e mindset. Adesso accompagno donne fibromialgiche nel viaggio trasformativo verso il loro recupero di potere sulla loro vita e sulla malattia.

Scopriremo insieme come sono interconnesse fibromialgia e neuroplasticità, ma intanto…

Partiamo col capire cosa sia la MENTE

Solitamente associamo la parola “mente” alla parola “cervello” e crediamo che siano due sinonimi. Mi dispiace deluderti, ma non è così.

Il cervello è un organo anatomico, facente parte del sistema nervoso centrale, che presiede al controllo delle emozioni e delle funzioni volontarie, al controllo delle funzioni sensoriali (udito, olfatto, vista, tatto e gusto), alla capacità di linguaggio e di comprensione del linguaggio, alla facoltà di memoria, all’apprendimento e all’elaborazione dei ricordi.

La mente, invece, è “cervello in azione”, ovvero è l’insieme delle funzioni di pensiero, emozione e desiderio di un individuo ed è ciò che da a quell’individuo il senso di identità.

Quindi, la mente è la parte attiva del cervello, ma non è localizzata esclusivamente in esso. Infatti, ogni cellula del nostro corpo ha la sua mente, quella che viene comunemente definita “memoria cellulare o bio-memoria”.

La mente è composta da 4 aspetti:

  1. Manas: abilità di assorbire, registrare e ricordare informazioni (memoria)
  2. Buddhi: capacità di organizzazione, traduzione ed assegnazione di significato alle informazioni (intelletto)
  3. Ahamkara: predisposizione a creare identità e separazione (ego)
  4. Chitta: pura consapevolezza

Come funziona la mente

Al nostro inconscio arrivano ben 2,3 milioni di bit di informazioni al secondo! Sono davvero una quantità enorme ed ecco perché, al fine di evitare il sovraccarico cognitivo, i nostri filtri neurologici (ovvero i 5 sensi) captano e rielaborano solo quelle informazioni che possono essere utili all’essere umano, facendo andar persi moltissimi altri dati.

A questo punto, ciò che giunge alla nostra consapevolezza viene ulteriormente filtrato dai filtri percettivi, ovvero i nostri valori, le nostre convinzioni, i ricordi delle esperienze passate ecc.

Infine ciò che percepiamo dell’esterno viene etichettato attraverso l’uso del linguaggio, prendendo un significato soggettivo e personale.

Dei 2,3 milioni di bit al secondo solo 126 bit/secondo giungono alla nostra consapevolezza. Quindi, tutto ciò che percepiamo viene filtrato più volte in maniera del tutto soggettiva e va ad influenzare il nostro comportamento, le nostre emozioni e la nostra fisiologia. Questo spiega come mai due persone, di fronte ad uno stesso evento, rispondano in maniera completamente diversa.

Altro dato sconcertante è che una mente non educata è per l’80% negativa e ripetitiva. Per “mente non educata” intendo una mente lasciata libera di pensare ciò che vuole senza alcun controllo da parte della nostra coscienza. Educare la mente significa scegliere cosa pensare esattamente come si sceglie cosa indossare ogni mattina e per fare ciò possiamo lavorare con specifiche tecniche, che possono ribaltare la percentuale e modificare l’anatomia cellulare, a cui la mente è collegata. Questo si chiama neuro-plasticità.

 

Che cos’è la NEUROPLASTICITA’

La neuroplasticità è la capacità del sistema nervoso di adattare la propria struttura in risposta a una varietà di fattori e di stimoli interni o esterni, comprese le situazioni patogene acute (per esempio, ictus cerebrali, traumi). Studi scientifici hanno dimostrato quindi che il cervello è mutevole e capace, grazie al pensiero, di superare i circuiti danneggiati e costruire reti neuronali alternative. Questo si applica sia a livello cerebrale che a livello cellulare, là dove risiede la memoria biologica di traumi, emozioni non elaborate, esperienze passate.

E qui la parola magica è proprio pensiero. Già, perché a determinare la nostra realtà è proprio il pensiero. Facciamo un esempio: prendendo un dato di fatto, come aver perso il lavoro, si possono generare due tipi di pensieri.

  1. “capitano tutte a me, non è giusto”. Da qui partiranno emozioni come rabbia, senso di fallimento e simili. Seguiranno azioni tipo abbrutirsi sul divano, piangersi addosso, avercela col mondo. Risultato? niente nuovo lavoro.
  2. “ok, forse quello non era il lavoro giusto per me, è un messaggio dall’Universo che mi invita a cambiare una parte di me”. Da qui partiranno emozioni di fiducia, determinazione, voglia di allineamento con se stessa e simili. Seguiranno azioni come stesura di un curriculum vitae più accattivante, ricerca di possibili datori di lavoro, invio di mail ecc. Risultato? nuovo lavoro in arrivo.

Quindi è il pensiero ad innescare una cascata di emozioni ed azioni che portano alla realtà. Ma tutto questo cosa c’entra con la fibromialgia?

Fibromialgia e neuroplasticità

Troppo spesso leggo o ascolto persone che dicono che non possono fare niente per stare meglio, che nessun farmaco funziona veramente, che tanto non cambierà mai niente, che la patologia è cronica e non hanno alcuna possibilità di migliorare o guarire.

Ecco, ti invito a riprendere l’esempio di poco fa e a sostituire il dato di fatto con la diagnosi di fibromialgia. I pensieri che si innescano possono essere di nuovo due:

  1. “non posso farci niente, è una patologia cronica, non starò mai bene”. Ti sentirai demoralizzata, arrabbiata, frustrata, impotente. Continuerai quindi a fare ciò che hai fatto finora, ovvero piangerti addosso, deprimerti sul divano, mettere in atto comportamenti nocivi per la tua salute ecc. Risultato? Soffrirai ancora di più, fisicamente e mentalmente e tutto confermerà il tuo pensiero iniziale.
  2. “ok, cosa sta cercando di dirmi il mio corpo? Qualcosa non è allineato con me stessa, come posso prendermi cura di me?” Con un pensiero del genere ti sentirai stimolata, attenta ai segnali del corpo, compassionevole verso te stessa ecc. Potrai quindi metterti in ascolto, divenire consapevole, attuare i cambiamenti necessari, sceglierti come priorità. Risultato? Inizierai a stare meglio, la tua realtà si trasformerà.

Attenzione: il pensiero non è una bacchetta magica. Per scardinare i vecchi schemi mentali occorre tempo e costanza. Un antico detto dice: “se hai girato 100 volte a destra, ti occorre girare 101 volte a sinistra”. Questo per dire che un nuovo pensiero potenziante ha bisogno di pratica e fiducia per potersi instaurare ed auto-riprodursi spontaneamente. Quindi, se per mesi o anni hai vissuto con pensieri limitanti, non ti basterà ripetere quello potenziante una volta o solo saltuariamente. Ma non spaventarti: non dovrai aspettare tanti anni quanti ne hai passati nell’auto-sabotaggio e nel depotenziamento. Ti svelo un segreto: i pensieri potenzianti, come dice il nome stesso, sono molto più potenti di quelli limitanti. All’inizio ti sembrerà di prenderti in giro, di mentire a te stessa ed agli altri, è normale. La tua mente non crederà a ciò che stai pensando o, meglio ancora, dicendo a voce alta. Datti tempo, lascia che si creino nuove reti neuronali e tutto diventerà più vero e credibile.

Detto ciò, smetti subito di pensare che non puoi fare niente per stare meglio con la tua fibromialgia. Scegli la tua frase potenziante ed inizia subito ad instillarla dentro di te. Servirà tempo perché tu possa vedere risultati, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

Se desideri approfondire questi temi, ti consiglio di leggere “Biologia delle credenze” di B. Lipton e ti ricordo che puoi regalarti “Forgia il tuo benessere”.

Ricorda: la vita è PER te, non CONTRO di te. Ogni cosa che arriva a te, anche la fibromialgia, è funzionale per la tua evoluzione. Accoglila e sfruttala al meglio delle tue possibilità!