Fibromialgia: si può stare bene! Impara a prenderti cura di te

fibromialgia: si può stare bene

Quando ho iniziato ad accusare i primi sintomi della Fibromialgia avevo a malapena 11 anni. Mi sentivo spaventata e scoraggiata. Non sapevo cosa mi stesse succedendo: il mio corpo non rispondeva più come prima, era pieno di dolori, dolori che non riuscivo nemmeno a spiegare, la mia mente era invasa da attacchi di panico e sembrava aver perso la gioia di vivere. Vedevo i miei coetanei super energici, pronti a “spaccare il mondo” ed io? Un’ameba che faceva la spola da un medico ad un altro alla disperata ricerca di risposte. I miei genitori erano tra i pochissimi, se non gli unici insieme ai miei nonni materni, a credere a ciò che dicevo. Per il resto del mondo ero solo una ragazzina ansiosa e visionaria.

Crescendo le cose non sono cambiate molto: incontravo sempre sguardi scettici su quanto raccontavo. “A vederti non si direbbe che stai male”, questa la frase che mi sentivo sempre rivolgere quando raccontavo del mio stato di salute. Eppure io, dentro, soffrivo tremendamente. I dubbi, la rabbia, la frustrazione, il senso di impotenza erano così forti, tanto quanto la sofferenza fisica, da portarmi a desiderare solo la morte.

Quando poi, 3 anni fa, ho ricevuto diagnosi ufficiale di Fibromialgia, è successa una cosa strana: dalla felicità di dare finalmente un nome alla mia sofferenza sono passata al sentirmi MALATA. Già, malata…e questo ha peggiorato il mio approccio mentale alla malattia stessa. Mi rifugiavo nel mio “sono malata”  per evitare la responsabilità di prendere in mano la mia vita. Trovavo nel “sono malata” ogni valida scusa per non modificare la mia vita e le mie abitudini, crogiolandomi nell’autocommiserazione.

Tempo qualche mese e mi sono resa conto del vortice nero che mi stava risucchiando, finendo di togliermi quel briciolo di voglia di vivere che mi rimaneva. Rialzarsi non è stato facile e nemmeno veloce.  Nonostante il supporto della mia famiglia, ero io a dover fare “il lavoro sporco”. Nessuno può guarirci se non noi stessi! Non esistono pillole miracolose o bacchette magiche: esiste solo il lavoro quotidiano su se stessi ed il desiderio reale di voler cambiare per stare meglio.

Fibromialgia: si può stare bene?

Adesso, a distanza di 3 anni, sto bene, davvero! La Fibromialgia non è scomparsa, è sempre qui e qui ci rimarrà finché vivrò in questa incarnazione. Eppure ora sono io a determinare quando farla parlare e quando tacere, quando concedermi un piccolo stravizio perché consapevole di saper poi gestire le conseguenze.

Quello che avrei voluto, nel corso di tutti questi anni, è che qualcuno mi avesse preso per mano, mostrandomi il mio potere di autoguarigione, insegnandomi tecniche e modalità di pensiero che mi permettessero di evitare o gestire le fasi acute, spiegandomi come approcciarmi alla cronicità…in poche parole, mostrandomi come prendermi cura di me!

Ti racconto la mia storia con la Fibromialgia anche sul numero di ottobre di Vivere Lo Yoga

Come imparare a prendersi cura di se

Ho avuto modo in questi anni di trasformare la mia debolezza (l’essere affetta da Fibromialgia) in un punto di forza (poter aiutare altre donne a stare bene). Se sei una donna fibromialgica stufa di stare male, di sentirti diversa, di essere incompresa da chi ti sta vicino, di non sapere come gestire i sintomi, di sentirti vittima e non artefice della tua vita, puoi intraprendere un percorso individuale con me. In questo percorso insieme sarai tu ad essere al centro dell’attenzione: sarai tu a dirmi su cosa vuoi lavorare, quali problemi hanno per te la priorità, quanto tempo quotidiano hai deciso di investire. A me spetta solo l’onore di accompagnarti in questo cammino partendo da dove sei ora per giungere ad una versione migliore di te stessa, una versione che rispecchi la TUA visione di vita, fornendoti gli strumenti utili a raggiungerla.

Puoi trovare tutti i dettagli qui e puoi anche fissare una call con me per capire se può essere il percorso giusto per te. Intanto prova con uno dei video di FibroYoga