Kriyas: cosa e quali sono

kriyas: cosa e quali sono

Il Kriya Yoga, citato anche in “Autobiografia di uno Yogi” di Yogananda  è uno stile di Yoga basato prevalentemente sulle Kriyas e nelle mie classi sentirai spesso parlare di Kriyas, ma ancora più spesso ti troverai a praticarle. Ma che cosa sono esattamente queste Kriyas?

Kriyas: queste sconosciute

In sanscrito, KRI significa “azione” e YA è un altro nome per Atman (anima). Quindi, una Kriya è una specifica tecnica designata per creare uno responso a livello evoluzionistico, è un’azione che porta ad espansione e liberazione.

Ok, detta così può voler dire molto o niente. Vediamo di spiegarmi meglio.

Secondo la tradizione yogica, siamo tutti imprigionati dalle catene del Karma (quella sequenza di azioni che porta a schiavitù, separazione e sofferenza). Per essere liberi, dobbiamo accedere al nostro infinito potenziale interiore, ovvero all’energia Kundalini, che giace dormiente alla base della nostra colonna.

Tale energia è tuttavia estremamente potente e accedervi senza adeguata preparazione equivale a mettere un dito direttamente nella presa della corrente! Il nostro corpo ed ancor più il nostro sistema nervoso hanno bisogno di essere educati ed allenati per sostenere l’ascesa liberatoria della Kundalini.

Ecco, le Kriyas hanno esattamente questo scopo: farci entrare in un profondo stato di silenzio, educare il sistema nervoso e permettere un’ascesa equilibrata e sicura della Kundalini, generando così un’alterazione (positiva) di coscienza.

Ogni aspetto delle varie tecniche si rivela utile allo scopo: la posizione del corpo (in piedi, seduta, in ginocchio), l’intenzione, l’attitudine, l’uso di mudra o bandha…insomma, ogni cosa è stata debitamente studiata dai grandi maestri del passato per venirci in aiuto.

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Tipi di Kriyas

Esistono 4 categorie di Kriyas:

  • Kriyas respiratorie: utilizzano il respiro, ma non sono da confondersi col Pranayama perché più complesse, lavorano a livelli più sottili e hanno un effetto più meditativo.
  • Movimenti Laya: sono tecniche yogiche provenienti dalla tradizione Sufi e rappresentano l’aspetto più devozionale delle Kriyas, sviluppando una profonda guarigione del corpo emozionale.
  • Movimenti Chi: ci permettono di educare, accedere ed integrare la nostra energia e di coltivare presenza, attenzione e radicamento.
  • Mantra Kriyas: includono l’uso di mantra per invocare uno specifico responso.

Ora, se come me soffri di Fibromialgia, ti renderai conto di quanto le Kriyas siano estremamente di supporto per la gestione di tale patologia.

Infatti, secondo i più recenti studi scientifici, la Fibromialgia non è da considerarsi una patologia reumatica (sebbene siano ancora i reumatologi a gestirla), ma piuttosto un’alterazione del sistema nervoso, che percepisce stimoli endogeni ed esogeni abnormi rispetto a quello che sono in realtà.

Oltre all’eventuale terapia medica prescritta, poter educare il nostro sistema nervoso a percepire più correttamente possibile i vari stimoli si rivela oltremodo terapeutico.

Certo, la Fibromialgia non scompare, ma i vari sintomi (in particolare dolore, confusione mentale, insonnia e stanchezza cronica) possono decisamente migliorare grazie ad una pratica costante di queste tecniche. Senza contare, poi, che poter accedere alla propria energia Kundalini significa avere una fonte interna ed eterna di auto-ricarica energetica, una sorta di generatore di riserva da utilizzare anche ogni volta che ci sentiamo particolarmente scarichi. Questo, ovviamente, riguarda sia l’energia necessaria per le attività quotidiane sia l’energia sessuale, che può essere così rimpinguata…e noi fibromialgici sappiamo bene quanto sia spesso a livelli minimi.

Se l’argomento ha stuzzicato il tuo interessa, puoi partecipare ad una delle mie lezioni online e continuare con la lettura di questo articolo.